Stampa Itinerario "La Via dei Normanni"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Via dei Normanni

 
Partenza: Brindisi
Arrivo: San Michele Salentino. Variante per Marina di Apani
Lunghezza complessiva del percorso: KM 59,80
Dislivello: 60m
Difficoltà: Facile
Tipo di strada: Asfaltata basso traffico
Stazioni: Brindisi (FS)
Tappe importanti del percorso: Brindisi 24: Castello Aragonese, Cattedrale, Colonne Romane, Santa Maria del Casale 23, Tempietto di San Giovanni in Sepolcro, Chiesa di San Benedetto. Carovigno 11: Castello Dentice di Frasso, Chiesa Matrice, Chiesa di S. Anna. San Vito dei Normanni 22: Castello Dentice di Frasso, Chiesa Matrice, Chiesa di S. Maria della Pietà. San Michele Salentino 26: Chiesa Matrice, Villa Comunale, Chiesa di San Michele Arcangelo. Litoranea Adriatica 14
 
 

Descrizione:

Brindisi divenne normanna nel 1071 quando Roberto il Guiscardo elimina le ultime piazzeforti bizantine in Italia meridionale. I normanni si preoccupano di migliorare l’aspetto della città, distrutta dai longobardi nella seconda metà del VII secolo. La città conserva testimonianze del periodo normanno: la Fontana di Tancredi, il tempietto di San Giovanni in Sepolcro, la Chiesa di San Benedetto. Al periodo angioino risale invece la stupenda Santa Maria del Casale che nel 1310 ospitò il processo ai Templari del Regno di Sicilia.
Dopo aver visitato il centro storico di Brindisi l’itinerario conduce per i comuni di Carovigno, San Vito dei Normanni e San Michele Salentino. Varianti e bretelle lo collegano alla litoranea adriatica, Marina di Pantanagianni e Marina di Apani, dalla quale è possibile ritornare a Brindisi percorrendo la litoranea.
Torri costiere, castelli e masserie sono il motivo conduttore dell’intero percorso, che porta alla scoperta di dimore antiche e sistemi di fortificazioni eretti per difendere centri e approdi dagli assalti dei nemici. Alcune fortezze sono rimaste pressoché intatte, altre invece trasformate nel corso del tempo in dimore nobiliari di ricche famiglie che comunicavano attraverso le fastose residenze la loro posizione sociale e il loro prestigio. Ma non passano inosservate neanche le numerose e maestose masserie immerse nel paesaggio agrario, fonte di richiamo grazie al bianco delle loro mura che risalta tipico nel territorio circostante. Ad arricchire l’intero itinerario concorre il fascino di siti rupestri, religiosi e naturalistici.
 
 

Il percorso da Brindisi parte in direzione Ovest dall’incrocio tra Via Cappuccini e Strada per lo Spada A1. Una variante lungo l’itinerario A3  porta all’invaso del Cillarese (30), bacino idrico a pochi chilometri dalla città e importante habitat naturale per varie specie di uccelli stanziali e migranti e la sua caratteristica vegetazione fatta di canne palustri e ulivi secolari.

 

Tornati sul tracciato originale si pedala fino ad arrivare all’imponente Masseria Casignano (31) del 1200, i cui fabbricati hanno come fulcro una torre rinascimentale in seguito riutilizzata in funzione residenziale. Si prosegue immersi nella campagna brindisina con le sue colture agricole: carciofeti, vigneti, oliveti. Giunti all’incrocio con la S.P. per Serranova A8  poche centinaia di metri separano il tragitto dalla bellissima Masseria Incantalupi (28). L’ingresso è affiancato da un’antica chiesa che presenta in facciata lo stemma dei Falces. Si riprende in direzione Carovigno, quando si incontrano due varianti al tracciato originale. La prima A10  giunge direttamente a San Vito dei Normanni, la seconda porta alla litoranea adriatica, Marina di Apani.

 

Il piccolo borgo di Serranova accoglie il turista in una atmosfera di altri tempi. Qui è presente il Centro visite della Riserva Naturalistica di Torre Guaceto (9) mentre da un piccola altura svetta il Castello dell’omonimo borgo (13). Prima di arrivare al centro abitato di Carovigno una terza variante A16 conduce presso i lidi Pantanagianni e Torre Santa Sabina (1) rinomate zone balneari della costa adriatica. Percorrendo questa tale variante consigliamo di effettuare una deviazione verso il Santuario e la cripta di Madonna del Belvedere (10) di origini bizantine, ricavata in una collina all’interno della quale vi è l’immagine della Vergine Maria.

 

Il percorso giunge e termina A17 alle porte di Carovigno (11) con il suo centro storico di origine medievale fatto di strette viuzze e vicoli. Inglobato nel sistema di cinta urbana vi è il Castello di origine normanna con rifacimenti in epoca angioina ed aragonese. Risalta per la sua importanza storica la Chiesa di Sant’Anna, eretta tra la fine del ‘600 e l’inizio del ‘700.

 

Immettendosi su una strada secondaria, la Via dei Normanni riprende in direzione San Vito A18 immersi in un affascinante paesaggio agrario dove è possibile ammirare Masseria Carrone (19). Giunti in prossimità di un incrocio a T A19 si svolta a sinistra e si giunge all’abitato di San Vito dei Normanni (22) A20. A San Vito troviamo un'altra importante testimonianza del periodo Normanno: il castello Dentice di Frasso con la sua Torre quadrata voluta da Boemondo il Normanno nel XII secolo.

 

Il percorso riprende dal medesimo punto di arrivo a San Vito dei Normanni A20 in direzione Ovest verso San Michele Salentino. Il paesaggio tra i due comuni si trasforma dolcemente da pianeggiante a collinare: siamo ai confini della Murgia dei Trulli, compaiono terrazzamenti, spuntoni rocciosi, trulli. Alla Chiesetta della Madonna della Pietà (27), a pochi chilometri dal centro abitato si giunge percorrendo una piccola variante al tracciato originale A25. Poco distante dal paese vi è l’area naturalistica Augelluzzi con aree a steppa, macchia mediterranea ed esemplari arborei di fragno e roverella.

 

La Via dei Normanni può idealmente fare ritorno a Brindisi percorrendo la variante San Vito dei Normanni – Marina di Apani immettendosi lungo il suo tracciato A32 e giungendo all’incrocio con la S.P. di Serranova in direzione Est. Giunti a tale incrocio A34 si pedala fino ad incontrare le Masserie Badessa (18) e Jannuzzo (21) per poi fermarsi presso la Cripta di San Biagio (20), vicino al Canale Reale. Si tratta di un insediamento rupestre con splendidi affreschi bizantineggianti punta di orgoglio dell’adiacente Percorso della Civiltà Rupestre, pista ciclabile che giunge alla Riserva Naturalistica di Torre Guaceto. Lungo il percorso vale anche la pena sostare a Masseria Baccatani il cui corpo di fabbrica si sviluppa intorno ad una torre di probabili origini Normanne. Masseria Baccatani poteva essere una delle stazioni di sosta dell’antica Appia Traiana.

 

L’itinerario prosegue verso Apani dove conclude il suo tracciato A39. Da tale incrocio a T è possibile il ritorno a Brindisi, percorrendo la litoranea adriatica (14).

 
 
Legenda GPS
 

A1        (N40 37.694 E17 55.155) 
A3        (N40 37.394 E17 54.317)
A8        (N40 37.182 E17 47.077)
A10      (N40 39.802 E17 46.720)
A16      (N40 42.279 E17 42.836)
A17      (N40 42.139 E17 40.144)
A18         (N40 41.939 E17 39.547)
A19      (N40 39.510 E17 41.191)
A20      (N40 39.435 E17 41.714)
A25      (N40 38.288 E17 39.550)
A32      (N40 39.448 E17 43.240)
A34      (N40 39.876 E17 46.755)
A39      (N40 39.581 E17 50.405)
 
 

CURIOSITA’

 

La Via Appia è probabilmente la più famosa strada romana di cui siano rimasti i resti e la sua importanza viene confermata dal soprannome con il quale i Romani la chiamavano: regina viarum. La via romana nacque nel 312 a. C. per volere del censore Appio Claudio Cieco (Appius Claudius Caecus, appartenente alla Gens Claudia). La strada collegava Roma a Brindisi, il più importante porto per la Grecia e l'Oriente nel mondo dell'antica Roma.

 

La Via Traiana, un'antica strada romana, fu aggiunta fra il 108 ed il 110 d.C. per volontà dell'imperatore Traiano su un preesistente tracciato di età repubblicana. Era una variante della via Appia e collegava Benevento (Beneventum) a Brindisi (Brundisium).

 

La provincia di Brindisi è da sempre una zona dedita all’agricoltura e ancora oggi questa attività rappresenta un settore economico fondamentale. Vino pregiato e olio genuino rendono squisiti e unici i piatti salentini mentre distese di vigneti e uliveti rendono incantevole un paesaggio baciato dal sole, ricco di colori caldi e intensi. La coltura dell’olivo è tipica del territorio brindisino ed è parte integrante della sua storia. Il vino pugliese era già presente sulle tavole imbandite dell’antica Roma e i più illustri scrittori ne decantavano la qualità. Federico II, poi, ne sarà testimone e la coltivazione dell’uva andrà avanti nei secoli, nel cuore di una terra amata da sempre.

 

Il Salento è noto anche per un particolare ballo, la “pizzica”, che nasce da una storia ricca di religiosità e superstizione. Anticamente la pizzica veniva suonata e ballata nei momenti di festa e costituiva anche il principale accompagnamento del rito del tarantismo; il ballo veniva eseguito da piccole orchestre composte da vari strumenti tra i quali il tamburello e il violino, con lo scopo di liberare le donne tarantate dal loro male attraverso la musica dai ritmi frenetici.

 

La pianura di Brindisi è attraversata da corsi d’acqua (canali) a regime stagionale e di portata minima. Il principale fra questi è il Canale Reale; altri corsi più brevi attraversano la pianura da sud-ovest a nord-est portando le loro acque nell’Adriatico.

 

Il detto “fare un brindisi” deriva proprio dal nome della città. A Brindisi terminava la via Appia e da lì si salpava per la Grecia; in passato i viaggi erano molto pericolosi perciò i viaggiatori, arrivati a Brindisi, usavano brindare con gli amici per festeggiare lo scampato pericolo e per augurare una buona traversata.

 

Il 2 gennaio 1927 venne creata la Provincia di Brindisi, secondo Mussolini per meriti di guerra, per il suo porto e perché la città meritava di tornare a splendere come nell’epoca dell’Impero romano.

 

Il 4 novembre 1933 venne inaugurato a Brindisi il nuovo Monumento al Marinaio d’Italia. La raccolta dei fondi per la costruzione durò circa 10 anni e vi partecipò in particolare il tenore Tito Schipa offrendo gli incassi dei concerti.

 

Il 14 settembre 1936 fu ospite a Brindisi, nella casa di don Augusto Pizzigallo, mons. Angelo Roncalli, futuro pontefice Giovanni XXIII, di passaggio per recarsi in Grecia e in Turchia. La sua visita si rinnoverà 18 anni dopo, al ritorno dal Libano, nelle vesti di Patriarca di Venezia.

 

Tra il settembre 1943 e il febbraio 1944 re Vittorio Emanuele III, rifugiatosi a Brindisi dopo la caduta di Mussolini, nominò la città Capitale d’Italia.

 

Nel 1221 l’Imperatore Federico II di Svevia sposò a Brindisi Isabella di Brienne, prima di partire per la sua VI Crociata in Terra Santa.

 

Le Colonne Romane sono da sempre simbolo della città di Brindisi. Delle due, scolpite nel II secolo, solo una è ancora intera, parte dell’altra, crollata nel XVI secolo, si trova a Lecce, in piazza Santo Oronzo. Si racconta che furono gli stessi cittadini brindisini a donarla al Santo patrono leccese, grazie al quale anche la città di Brindisi fu liberata dalla peste.

 

Si narra che S. Francesco d’Assisi, al ritorno da un viaggio a Gerusalemme, giunse a Brindisi. Una sera decise di rifugiarsi presso la borgata detta “il Casale” per trovare riposo; lì vi era un’edicola votiva con l’immagine della Madonna. Al suo risveglio il Santo vide la sacra effigie avvolta da una ragnatela per cui umilmente parlò al piccolo ragno convincendolo di rimangiare la sua tela e liberare il volto della Vergine. La tradizione racconta che lì sarebbe nata una chiesa poi intitolata a Santa Maria del Casale.

 

Si racconta che anticamente un uomo di Carovigno gravemente malato ebbe in sogno la Madonna. Il giorno successivo il suo pastore vide una delle sue mucche davanti un’immagine della Vergine. Il padrone, giunto in quel luogo attirato dal pastore che sventolava un fazzoletto colorato, riconobbe l’immagine della Donna che aveva visto in sogno promettendogli la guarigione. L’uomo infatti fu miracolato. Da questo episodio deriva il rito della Battitura della ‘Nzegna: ancora oggi si sventolano bandiere colorate in ricordo del fazzoletto che il pastore sventolò davanti all’evento prodigioso. La Battitura della Nzegna è una sfida che consiste nel lancio in alto di stendardi rionali fatto a ritmo di tarantella. Secondo la credenza popolare, la caduta del vessillo è un segno infausto.

 

Dell’antica cinta muraria due-trecentesca di Carovigno restano oggi solo alcuni tratti. Restano ben conservate invece Porta Nuova e Porta Brindisi.

 

Del litorale che appartiene al Comune di Carovigno fa parte il borgo di Santa Sabina (XVI secolo) con l’omonima torre di avvistamento dalla forma a “stella”; in epoca romana questa fungeva da stazione di accoglienza per coloro che passavano per la via Traiana.

 

Il turista che visita San Vito dei Normanni per la prima volta viene sicuramente incuriosito e colpito dalle rezze, tende posizionate davanti l’uscio di quasi tutte le case; le tende proteggono dai forti raggi del sole e dalle intemperie invernali. La rezza è composta da targhette sottili di legno poste orizzontalmente e parallele l’una all’altra, lasciando solo pochi millimetri di spazio. La tradizione sanvitese usa l’espressione “Vecchia cretu la rezza” (donna anziana dietro la rezza) per esprimere la volontà di spiare senza essere visti.

 

L’ultima domenica di ottobre a San Vito dei Normanni si svolge la festa della Madonna di Nikopeia; durante la processione in Suo onore, viene portata per le strade l’icona della Madonna, Regina delle Vittorie, in ricordo della battaglia di Lepanto del 1571 dalla quale i Sanvitesi tornarono sani e salvi.

 

Ubicato in contrada Cafaro, vicino San Vito dei Normanni, vi è l’insediamento rupestre di San Giovanni. Qui si ammirano una cripta e due grandi grotte semicrollate. La cripta presenta numerosi affreschi ed iscrizioni latine.

 

Il ritrovamento nei pressi di San Michele Salentino di una statua in pietra del santo guerriero da parte di un contadino del luogo influenzò la denominazione della masseria, nucleo embrionale del paese; il ritrovamento fa presupporre la presenza di uno sconosciuto insediamento in tale luogo, forse ricollegabile al monachesimo orientale.

 

La città di San Michele Salentino è nata due secoli fa attorno ad una masseria del ‘700 appartenente ai principi Dentice di Frasso di San Vito dei Normanni. Per decenni il centro è stato una frazione di San Vito ma nel 1928 ha ottenuto l’autonomia comunale.

 

A San Michele Salentino il Carnevale è una ricorrenza attesa da tutta la popolazione. Di questo periodo è conosciuta l’usanza della “scasc-pignet”. Durante la festa la gente si raggruppa in piazza; una persona a caso viene bendata e le viene dato un bastone con cui deve cercare di rompere, appunto, una pignata sospesa in aria (la pignata è un contenitore di terracotta utilizzato un tempo per cuocere le pietanze vicino al fuoco del caminetto). Dalla pignata rotta cadono dall’alto numerosi dolcetti. La pignata simbolicamente rappresenta la fine dell’inverno e l’inizio di un nuovo ciclo naturale che porta, insieme alla primavera, nuovi frutti.

 

 

 

 

Brindisi

 

Festa di S. Teodoro e di S. Lorenzo da Brindisi con processione (prima settimana di settembre). La cerimonia che si svolge durante la festa di S. Teodoro e S. Lorenzo, i santi protettori del mare, evoca una tradizione risalente al 1210, quando Teodoro, perseguitato dai Turchi, fu ucciso per aver diffuso la parola del Cristo. Teodoro fu trasportato in una barca da alcuni marinai i quali, accorgendosi che erano inseguiti da navi turche, abbandonarono il santo che giaceva sulla barca, la quale si avvicinò miracolosamente al porto di Brindisi. Da allora si celebra questo evento; la processione parte dal Castello Aragonese dove i due Santi vengono posti su una barca. Via mare S. Teodoro viene portato nella Cattedrale e in occasione della festa patronale avviene la competizione tra le barche da pesca; la disputa viene chiamata “Palio dell’Arca”.

Il Cavallo Parato (30 maggio). La tradizione della processione del cavallo parato ha origine dal 1264 ed è unica nel suo genere. Questa usanza religiosa viene cerimoniata in occasione del Corpus Domini; in questa occasione il Vescovo porta in processione il Sacramento per le vie principali della città montando su un cavallo bianco parato. La tradizione deriverebbe dalla circostanza in cui si trovò Luigi IX di Francia, sconfitto e fatto prigioniero dal Saladino in Egitto; in cambio del suo rilascio avrebbe lasciato in pegno l’Eucaristia. Giunto a Brindisi avrebbe ottenuto la somma necessaria da Federico II e, tornato dal Saladino, questi gli avrebbe rinunciato al riscatto come premio della sua lealtà. Tornando in patria, nel 1250, la sua nave avrebbe approdato a Punta Cavallo, nei pressi dell’imbocco del porto di Brindisi, da dove l’Eucaristia sarebbe stata portata in processione in città dall’Arcivescovo Pietro III che montava su un cavallo bianco, quest’ultimo tenuto dalle briglie da Federico II e Luigi IX. Secondo la leggenda, nel punto della spiaggia dove il cavallo pose i piedi, sgorgò acqua dolce.

 

 

Carovigno

 

Festa di Santa Maria di Belvedere (prima fase): primo lunedì, martedì e sabato dopo Pasqua. Legata a questo culto è la tradizione della Nzegna; i festeggiamenti prevedono la processione con la messa all’asta della statua di Santa Maria di Belvedere per il trasporto a spalla della stessa per le vie principali della città.

Festa della Madonna dell’Uragano (seconda fase): 17 agosto.

Festa di Santa Maria Goretti: primo sabato e domenica di agosto.

Festa di Santa Sabina: ultima domenica di agosto - Marina di Torre Santa Sabina.

Festa di Santa Maria di Belvedere (terza fase): seconda domenica di settembre. La festa si svolge presso il Santuario rupestre di Belvedere.

Festa della Madonna del Carmine: 16 luglio.

Manifestazioni Natalizie: Nel periodo natalizio si può assistere a rappresentazioni della Natività nella civiltà contadina, nella cornice del borgo medievale;contemporaneamente avviene la degustazione di piatti tipici.

 

San Vito dei Normanni

 

Festa di S. Giuseppe: 19 marzo. Nell’occasione si accendono falò per le strade cittadine con la legna proveniente dalla potatura degli alberi d’ulivo.

Riti della Settimana Santa: Pasqua; Mercoledì Santo. In una solenne processione vengono portate per le vie del paese le statue lignee del ‘700, raffiguranti i cinque Misteri del Rosario. Durante la sera del Venerdì Santo si svolge una solenne processione dei simulacri e, al termine, la rievocazione della sepoltura di Cristo. La Domenica di Pasqua si svolge la processione della resurrezione di Cristo, con 15 simulacri dei Santi prelevati dalle varie chiese.

Maggio Mariano: tutto il mese. Si svolgono processioni con il simulacro della Madonna presso le abitazioni.

Ricorrenza del Corpus Domini: giugno.

Festa di S. Vito Martire: 15 giugno, seconda domenica di luglio. Si svolge in questa giornata la solenne processione con la statua argentea e le reliquie del Santo. Solenni festeggiamenti si organizzano per il Santo patrono, con luminarie, orchestre e fuochi pirotecnici.

Festa della Madonna della Nikopeia: ultima domenica di ottobre. Per questa occasione viene organizzata una processione con l’icona della Madonna.

 

 

San Michele Salentino

 

Festa di S. Michele Arcangelo. Si festeggia l’8 maggio e il 29 settembre; la festa si svolge solitamente a fine luglio; le vie principali vengono abbellite con luminarie appariscenti; arricchisce il tutto l’esibizione di rinomate bande musicali locali.

Festa di Santa Lucia. Ancora oggi una tradizione molto curiosa è quella legata al culto di Santa Lucia, di cui è conservata la statua nella chiesa Madre. La santa, protettrice della vista, viene venerata la sera del 13 dicembre di ogni anno. Costume vuole che per le strade cittadine, su iniziativa delle famiglie residenti, si accendano grandi falò. Attorno ad essi si raccolgono i paesani che, osservando intensamente il fuoco, pregano affinché la salute degli occhi sia preservata. L’evento si inserisce nel periodo delle festività prenatalizie, accompagnandosi, quindi, ad un rituale anche gastronomico. Infatti i Sammichelani approfittano dell’occasione per riunirsi e offrirsi a vicenda le delizie tradizionali di propria produzione: vino, tarallini e purcidduzzi (squisitezze fritte o al forno, di forma simile agli gnocchi).

 

 

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