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Il PIS Normanno Svevo Angioino

La segnalazione degli itinerari cicloturistici è stata sviluppata nel territorio Brindisino nell’ambito dei Progetti Integrati Settoriali (PIS). L’obiettivo generale dei PIS è di definire sull’intero territorio pugliese una rete complessa e integrata di fruizione delle risorse storico-culturali funzionale allo sviluppo turistico ed economico. Nel PIS 12, “Itinerario artistico culturale Normanno-svevo-angioino”, le risorse storico culturali sono i beni artistici espressione dell'architettura castrense e religiosa del periodo Normanno Svevo Angioino (castelli, torrioni, residenze reali, palazzi, chiese). A queste si aggiungono e si integrano le ricchezze naturalistiche e le manifestazioni dell'identità locale (enogastronomiche, artigianali, folkloristiche, rurali). I progetti PIS prevedono una serie di azioni: tutela, restauro, valorizzazione delle risorse paesaggistiche, artigianali, enogastronomiche in grado di accrescere la competitività dell'area e di favorire i flussi turistici e la destagionalizzazione del turismo.



"Tornare alle nostre origini su una macchina del tempo a due ruote, la bicicletta, è un modo nuovo e salutare di tuffarsi nella storia e nella natura, nell’arte e nello sport di questa magica terra pugliese, e in particolare in quello spicchio nascosto che ne è il brindisino.
E’ bello allora incontrare, su questi percorsi alternativi, tombe messapiche e terme romane, ipogei paleocristiani e tempietti-edicole sacre della devozione campestre.
Sono pietre, affreschi, ruderi e brandelli di storia lasciati sul territorio dal tempo che passa e fugge.
Ma sono anche orme di grandezza di avi illustri che furono prima predatori e conquistatori, ma poi, conquistati da questa terra, divennero re e sovrani stupendi, parte di essa, popolo di questo popolo.
Si potrebbe parafrasare: Et Apulia capta ferum victorem coepit!
Ci riferiamo ai Messapi che resistettero ai Magnogreci, rivendicando la loro autoctonia; ai Romani che, dopo la conquista, fecero di Brindisi la loro capitale verso l’Oriente; ai Bizantini che, pur trattandola da colonia, la fortificarono nei punti strategici; ai Longobardi che, vincitori al nord della Puglia grazie alla protezione di S. Michele Arcangelo, il cui culto diffusero in tutt’Italia, nel sud furono fermati proprio in questa zona, dal Limitone, quel grande muro di difesa e contenimento, quasi “muraglia cinese” del Salento.
Ma poi irruppero i Normanni, con la determinazione di uomini del Nord e con l’irruenza di uomini del Sud. E dopo qualche generazione, brillò qui il genio del loro discendente più famoso: Federico II di Svevia, lo Stupor Mundi, il Puer apuliae.
Come non provare un brivido nella schiena al pensiero di cotanto genio, energia, creatività che, nei secoli, hanno attraversato la Puglia come un fiume in piena? E l’alveo di questo fiume è sempre stato il popolo minuto, l’umile “popolo di formiche” che pregava e lavorava questa terra, arricchendola e abbellendola di vigneti e uliveti, boschi di fragni e tappeti di carciofi. E ogni tanto incastonava in questo gioiello pietre preziose di religiosità popolare: cripte brasiliane, tempietti, edicole, santuari, tutte tracce del passaggio di un Santo (il mitico approdo nel Salento del primo Apostolo San Pietro), del radicarsi di un culto, del manifestarsi di un miracolo, dell’esprimersi di un sentimento che, sedimentato nel tempo, ha creato qui dei luoghi “magici”. Come la Grotta di S. Lucia ad Erchie, stillante acqua miracolosa; o come il piccolo Pantheon di San Misurino; o come il santuario non di due, ma di ben cinque Santi Medici (Cosma, Damiano, Leonzio, Antimo ed Eupreprio); o come, infine, S. Maria di Gallana dove la fede religiosa si fece pietra scolpita e, dalle mani armate di scalpello dell’artista Nuzzo Barba, apparve la Sacra Famiglia a Betlemme, primo esempio di presepe pugliese.
Allora, caro viandante ciclista,se percorri il tuo itinerario con questi pensieri e con queste immagini della mente e della memoria, non sarai solo nel tuo cammino. Accanto ai tuoi compagni di bicicletta cammineranno con te Normanni e Longobardi, Bizantini e Messapi, Romani e Svevi, Santi e Monaci e popolo devoto, che per secoli hanno abitato queste contrade.
Loro ne sono i veri padroni e ben ti accoglieranno.
E ti faranno da scorta.
Buon viaggio!"
                                                                                                                                                                                                                                                                           BIANCA TRAGNI

 

La provincia di Brindisi

La provincia di Brindisi, costituita nel 1927, occupa un’area di circa 1.838 km² ed è composta da due aree, a Sud la pianura e a Nord la collina; quest’ultima comprende i comuni di Fasano, Cisternino, Ostuni, Ceglie Messapica, Villa Castelli, San Michele Salentino, Carovigno e San Vito dei Normanni. La “Pianura di Brindisi” si estende tra Taranto e Lecce e all’interno ricadono i territori dei comuni di Brindisi, Cellino San Marco, Erchie, Francavilla Fontana, Latiano, Mesagne, Oria, San Donaci, San Pancrazio Salentino, San Pietro Vernotico, Torchiarolo e Torre Santa Susanna.
 
L’intero territorio della provincia di Brindisi è di grande vocazione agricola ed è dominato da olivo, vigneti, mandorleti, pescheti e altri frutteti. Si ricordano inoltre le coltivazioni di pomodoro, carciofo e cereali. Oltre alle zone coltivate vi sono anche aree boschive e spazi coperti dalla tipica macchia mediterranea.
Importanti insediamenti rupestri, cripte, tempietti, aree archeologiche di epoca messapica e romana sono presenti in tutta l’area della provincia, con necropoli, terme, strade e cinte murarie. Da non dimenticare i bellissimi esempi di architettura tipici del periodo romanico e barocco.
 
La cucina tradizionale è caratterizzata da piatti ricchi e sostanziosi, a base di carne, pesce, formaggi, legumi e verdure, solitamente accompagnati da un buon vino rosso.
Il tipico piatto della provincia, e dell’intera regione, è l’orecchietta, un pezzo di pasta che si ottiene facendolo arrotolare sulla punta del coltello. Le orecchiette si gustano soprattutto con sugo di carne o pomodoro con basilico ma soprattutto con il cacioricotta di latte di pecora o mista. Spesso alle orecchiette si aggiungono li maccarruni, i maccheroni ottenuti per mezzo di un sottilissimo stelo di metallo intorno a cui si fa rotolare i pezzetto di pasta.
Tipici piatti ella Provincia sono: gnocchi di patate, fave con le cicorie, cicuredde, o con peperoni, cime di rape, parmigiana di melanzane o zucchina, lasagne con baccalà, carciofi, melanzane, peperoni sott’olio da gustare con fette di pane di grano fatto in casa, trippa di pecora o di capra, involtini, brascioli di cavallo o asino, testine d’agnello con patate al forno, cozze rracanate (cozze nere, di mare), cozze munacedde (lumachine di campagna), taralli al vino, focaccia ripiena con olive nere e cipolla, zeppole, cartiddati, cupeta, chiacchiri, purcidduzzi, fichi secchi o ccucchiati, pasta reale, biscotti con marmellata, buttacascatti e buccunotti.
 
La provincia di Brindisi è famosa anche per l’olio extravergine di oliva, di colore scuro e con un grado di acidità minimo, e per i vini, il “Vino Bianco di Ostuni”, il “Leverano” e il “Primitivo”.
 
 
Melanzane ripiene
Ingredienti: 4 melanzane; 3 cucchiai di formaggio pecorino grattugiato; 20 grammi di capperi; olive snocciolate; olio d’oliva; salsa di pomodoro; 2 uova; pane grattugiato.
Procedimento: Dividere in due parti le melanzane, svuotarle e fare friggere le "coppe".
Tagliare in piccoli dadini la polpa, facendola cuocere con olio e cipolla.
Dopo qualche minuto, aggiungere le olive tagliuzzate e i capperi, poi fare insaporire.
Aggiungere in seguito del sugo cotto con cipolla e olio, fare cuocere bene e aggiungere il formaggio, il pane grattugiato e le uova. Riempire le "coppe" con il composto, ricoprirle con sugo e mettere in forno già caldo fino a quando sulle melanzane non si sarà formata una leggera crosta dorata.
 
Fiori di zucchina ripieni
Ingredienti: 12 fiori di zucchina; 200 grammi di ricotta fresca di capra; 1 spicchio di aglio tritato; 2 uova; 1 cucchiaio di parmigiano; pangrattato; prezzemolo tritato; olio di oliva, sale.
Procedimento: Togliere il pistillo dai fiori di zucchina. Versare in una ciotola la ricotta, l’aglio e il prezzemolo già tritati, mettere un tuorlo d’uovo, il parmigiano; poi salare e impastare il tutto. Mettere l’impasto nei fiori, poi bagnarle nell’uovo battuto per poi coprirle con il pangrattato. Infine friggere i fiori ad alta temperatura in olio già riscaldato.
 
Cozze 'racanate
Ingredienti: 1 kg e mezzo di cozze; aglio; prezzemolo; pane grattugiato; olio d’oliva; pepe.
Procedimento: Lavare con molta cura le cozze, poi aprirle eliminando i mezzi gusci vuoti e posare gli altri in una teglia già unta di olio. Cospargere le cozze con il pepe, l’aglio, il prezzemolo e il pane grattugiato. Versare un filo d’olio e far cuocere in forno caldo per 15 minuti.
 
Purcidduzzi
Ingredienti:
1 kg di farina, 200 grammi di olio, un bicchiere di anice, acqua quanto basta.
Procedimento: Mescolare tutti gli ingredienti e lavorare a lungo l'impasto fino ad ottenere una massa omogenea. Formare con l'impasto ottenuto dei rotolini spessi quanto un dito, tagliare poi piccoli tocchetti e friggerli nell'olio bollente. Dopo averli scolati e puliti dall'olio in eccesso, sistemarli su un piatto da portata e versare sopra del miele; infine colorarli con pinoli.
 
 
 

 
 

 

 
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